Comeback o non comeback
EXO, BLACKPINK, BTS e BIGBANG: il 2026 è già l’anno dei ritorni storici. Ma funzioneranno tutti?
Fino a qualche giorno fa il tema di questo numero di K-pop Radar era un altro. Poi lunedì è successa una cosa curiosa che mi ha spinto a una riflessione su un argomento diverso. La “colpa” è di Claudia Sheinbaum, la Presidente del Messico che durante un incontro con la stampa è finita a parlare dei BTS. Sì, sembra surreale, ma è così. «Questo gruppo è molto popolare tra i giovani del nostro Paese. Ho scritto una lettera al Presidente della Corea perché aggiungano delle date. Non ho ancora ricevuto risposta, ma speriamo che sia positiva».
Lee Jae Myung, a quanto pare, non ha risposto (come prevedibile) ma il solo fatto che un Capo di Stato arrivi a tanto per una band fa capire la portata di certi eventi, oltre che l’assurdità di alcune situazioni. E dire che il Messico è stato anche più fortunato dell’Italia. Ben tre date programmate da parte dei magnifici sette i cui biglietti sono finiti in poco meno di quaranta minuti. Come al solito, purtroppo, nei siti di resale, su tutti StubHub e Viagogo, sanzionati dall’autorità messicana garante dei consumatori, si trovano dei posti a prezzi impensabili.
Il comeback dei BTS è uno degli eventi musicali dell’anno, senza dubbio, oltre che uno dei ritorni più interessanti per cercare di capire quanto le band di quella generazione del K-pop siano ancora rilevanti. Il genere dal 2013 è cambiato radicalmente: a livello di suoni, di attitudine sul palco e di influenze. Le ballad sono diminuite mentre sono aumentate le sonorità elettroniche, dalla cassa dritta al reggaeton, (vengono in mente gli ATEEZ, le IVE o le BLACKPINK), e più vicine in alcuni casi alla distorsione (per esempio gli Stray Kids e gli ENHYPEN). Il 20 marzo scopriremo se i Bangtan Boys daranno un altro scossone all’industria, non solo a livello economico – su quello non abbiamo dubbi e le vendite record del tour lo testimoniano – ma soprattutto sul piano della direzione artistica.
Se a livello internazionale le reunion sono un trend da pochi anni - l’anno scorso c’è stata quella incredibile degli Oasis – nel K-pop, sono molto più comuni anche perché ogni comeback viene raccontato come se lo fosse. In particolare quando i componenti del gruppo hanno dei progetti solisti. In questo caso ci occuperemo dei ritorni “effettivi” che seguono una lunga pausa. Per capire, non faremo riferimento agli ATEEZ in procinto di pubblicare il quarto capitolo di GOLDEN HOUR, dato che nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno pubblicato a profusione.
Quest’anno che è appena iniziato sembra molto speciale dal punto di vista dei comeback perché abbiamo dei ritorni che coprono diverse generazioni del genere. Oltre a quella già citata dei BTS, c’è stata quella degli EXO, nati nello stesso periodo, ed è prevista quella dei BIGBANG che appartengono all’era precedente e che saranno tra gli artisti più attesi al Coachella. E poi ovviamente quello delle BLACKPINK, davvero imminente. Ma andiamo con ordine.
EXO e BIGBANG
La scorsa settimana la band di SM Entertainment, a distanza di tre anni dal loro ultimo disco, è tornata con l’album REVERXE. Quello degli EXO è stato uno dei comeback più discussi, considerando che fino alla pubblicazione della prima foto, i fan non erano nemmeno a conoscenza dei componenti che avrebbero fatto parte del nuovo progetto discografico. Nel mezzo, infatti, c’erano stati degli scossoni importanti, in particolare quelli che hanno portato al distaccamento – almeno a livello contrattuale – dell’ “unità” CBX, ovvero Chen, BAEKHYUN e Xiumin che, dopo le dispute legali con la loro ex agenzia, si sono riuniti sotto la INB100 (fondata dal secondo). Alla fine, nonostante la volontà dei tre di partecipare, la SM è stata inflessibile. Il risultato è stato un comeback a sei componenti, tra cui anche Lay, anche lui non sicuro di esserci fino all’ultimo.
REVERXE – di cui si parlerà nella sezione radar in fondo – è stato un ritorno convincente ma al quale sembra mancare il tocco magico. Se da un lato l’ottavo album ci restituisce buona parte della carica e della mitologia del gruppo nella titletrack Crown, nel corso delle nove tracce si avverte a tratti la mancanza di alcuni dei membri più caratteristici. Ciò che però lascia maggiormente con l’amaro in bocca è l’incertezza sul loro futuro e su quanto il progetto sia effettivamente concreto.
Sui BIGBANG è facile invece essere molto fiduciosi, quasi al pari dei BTS. Basti pensare all’exploit dell’ultimo lavoro solista di G-Dragon che sembra davvero ispiratissimo. In Übermensch c’era tra l’altro una sorta di pre-reunion con TAEYANG e DAESUNG. In molti sperano in un coinvolgimento, sarebbe sorprendente, di Choi Seung-Hyun aka T.O.P., uno dei cinque componenti originari, che dopo i problemi giudiziari e un focus sul cinema (ha destato commenti molto positivi la sua partecipazione a Squid Game 2) ha abbandonato la band nel 2019. È molto difficile, dato che l’artista ha già annunciato il suo album solista in uscita nei prossimi mesi.
La questione BLACKPINK
Arriviamo ora al dunque. Stiamo parlando di una delle band più importanti del K-pop e forse l’unica insieme ai BTS, i cui TUTT* i component* hanno avuto un enorme successo anche da solist*. Le BLACKPINK sono tornate ufficialmente la scorsa primavera con un singolo e un tour mondiale che è passato per la prima volta anche dall’Italia. Se il successo era scontato, i fan sono ancora molto perplessi sulla gestione del comeback. Già il fatto che fossero tornate con un solo brano JUMP, aveva un po’ fatto storcere il naso. Nei giorni scorsi, quando hanno salutato il pubblico nell’ultima data, hanno dato l’impressione che nel breve termine sarà difficile che le vedremo sul palco di nuovo insieme. Questo alimenta i dubbi anche sui progetti discografici in arrivo. Di certo c’è l’EP DEADLINE in uscita il 27 febbraio e che includerà (solo) quattro nuovi brani oltre al singolo. Poi si vocifera di un album vero e proprio che dovrà uscire nel corso dell’anno.
Sembrerebbe una buona notizia se non fosse per il fatto che non è un mistero che JISOO, JENNIE, ROSÉ e LISA torneranno presto a lavorare sui loro nuovi progetti solisti. Questo porta chiederci quanto la reunion sia una volontà artistica e quanto un “dovere” contrattuale nei confronti di YG Entertainment. La speranza è che ci siano un pensiero e un concept dietro ai nuovi dischi. Sulla qualità, data la statura delle quattro artiste, si può stare piuttosto tranquilli.
C’è da dire che il successo mondiale che hanno ottenuto con i solo album, ROSÉ probabilmente sarà la prima artista K-pop a vincere un Grammy per APT., giustifica la volontà di approfondire le loro rispettive carriere sempre più distanti stilisticamente dal genere coreano. Se si pensa ai loro quattro dischi solisti, forse solo quelli di JENNIE e JISOO sono ascrivibili in tutto e per tutto al K-pop. LISA è sempre più interessata a una parabola da popstar più tradizionale – ricorda vagamente la strada intrapresa da Jung Kook – mentre ROSÉ sembra la più aperta alla sperimentazione anche nel campo del cantautorato più intimo.
L’aspetto positivo in tutto questo sono i rapporti solidissimi delle quattro componenti. Questo rende qualsiasi progetto delle BLACKPINK comunque genuino e soprattutto, dovesse seguire un’altra pausa dopo quest’anno, la possibilità di un altro comeback, a prescindere dal contratto con la loro agenzia, non è di certo esclusa.
RADAR
In questa sezione della newsletter, per ogni numero, vi parlo di tre uscite K-pop che mi hanno colpito nelle ultime settimane. Il metro di giudizio? Originalità, concept, sound e ovviamente un pizzico di gusto personale.
EXO - REVERXE
Quando parte Crown è impossibile resistere dal muovere la testa a ritmo. Guardando il video ogni cosa torna: dai riferimenti simbolici all’ambientazione. Gli EXO sono tornati per prendersi la corona e l’inizio del loro ottavo album lo dimostra con l’energia e le prove dei singoli membri anche in Back It Up e Crazy. Il ritornello di quest’ultima è forse il migliore del disco, meno convincente il finale velocizzato, anche se può essere un preludio a spettacolari performance dal vivo. Back Pocket rialza il livello insieme a Flatline che ha un suono da ballad pop-rock e stimolerà i fan al canto. Il finale tra archi e piano I’m Home è invece perfetto per scaldare il cuore degli EXOL. REVERXE è un comeback che, a dispetto di qualche passaggio a vuoto nella tracklist - c’è qualche pezzo filler - va ben oltre la sufficienza. E non era scontato.
KiiiKiii - Delulu Pack
Ciò che rende le KiiiKiii interessanti è il fatto che nessuna band K-pop suoni come loro. Il secondo mini-album è un enorme passo avanti dopo un debutto che aveva lasciato buone sensazioni. Si parte con un pezzo che ricorda Kylie Minogue e si prosegue con una tracklist che non ha mai bisogno di banger veri e propri e ritornelli che esplodono. Le produzioni pop e 2K ricercate, il modo in cui si intersecano le voci - come nel refrain di UNDERDOGS - rendono ogni canzone a suo modo calamitante. Tutto ciò nonostante le parti rappate siano diminuite lasciando più spazio al cantato. Il brano migliore è il singolo 404 (New Era), il più acceso e ballabile dell’EP. In MUNGNYANG si percepisce l’influenza delle BLACKPINK - tra i loro artisti preferiti - mentre nella conclusiva To Me From Me con TABLO dimostrano di saperci fare anche con i pezzi K-pop più classici. La Starship Entertainment, insieme alle IVE, ha un’altra girlband pronta a esplodere.
i-dle - Mono (feat. skaiwater)
Dopo il convincente mini-album We are (qui trovate l’intervista della cover digital) le i-dle tornano con un singolo peculiare. Un brano stiloso ed elegante in collaborazione con il rapper britannico skaiwater. Un esperimento pop urban con un testo schierato come molti altri pezzi che la girlband ha rilasciato negli anni. Nel ritornello si canta di inclusione e amore universale senza mezzi termini o metafore. Le i-dle si confermano una delle poche band del genere in grado di rompere i tabù. Sempre dalla parte giusta.



